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Intervista a nel dubbio PDF Stampa E-mail
Scritto da Ornella Benedetti   
Mercoledì 01 Luglio 2009 19:33

La nascita del tuo progetto solista: Chi è nel dubbio? Quando hai iniziato a scrivere canzoni? Quali le tue influenze musicali maggiori?

‘nel dubbio’ è principalmente uno stato d’animo, in seconda battuta uno pseudonimo. Non amo la parola ‘progetto’, sottintende un disegno ordinato, una sequenzialità di intenti che, nel mio caso, è completamente assente. Ho iniziato a scrivere canzoni a quindici anni come reazione allergica al pianoforte classico, prematuramente abbandonato. Ascoltando unicamente musica straniera ho sempre scritto canzoni in inglese, poi l’età adulta mi ha regalato la curiosità verso la lingua madre. Da un anno e mezzo scrivo canzoni in italiano, tuttavia le mie maggiori influenze provengono da grandissimi cantautori americani quali David Bazan, Benjamin Barnett e Alexander Blake Schwarzenbach. 

Quanto pensi che il genere di musica che hai scelto abbia influito sui contenuti dei tuoi testi? Ci sono brani che hai scritto a cui sei più legato o più semplicemente che senti di più?

Mi piace molto la dimensione acustica. Permette all’ascoltatore di porre sul messaggio una maggiore attenzione. Sono convinto che una buona canzone rimanga tale in ogni suo arrangiamento.

Non ho brani preferiti. Le mie canzoni sono spesso discorsive ed esprimono un mio giudizio abbastanza netto sulla realtà che mi circonda. Per questo prediligo le canzoni scritte più recentemente, quelle che riflettono maggiormente lo stato attuale delle cose, perché mi permettono di parlare di argomenti vivi nel momento stesso in cui essi accadono. Esistono brani come ‘cane’ e ‘soia’ a cui rimarrò sempre, comunque, molto legato, e anche altri come ‘conviene’ o ‘meglio’, che parlando della bassa pianura emiliana, rappresentano per me il quotidiano, la mia attualità. Ahimè.

La scena della musica indipendente italiana recentemente sembra percorre una nuova fase di rinascita, ci sono musicisti italiani contemporanei che hanno una qualche influenza sulla tua musica o più semplicemente che ti piacciono?

Sto iniziando solo ora a esplorare la fitta selva della musica indipendente italiana. Troppi pochi ascolti per venirne influenzato. Le mie preferenze vanno comunque a una manciata di artisti che ammiro per l’uso delle parole prima ancora che dello strumento. Pacifico, 33 ore, Uochi Toki, Paolo Benvegnù, Moltheni, Artemoltobuffa, 4 fiori per zoe.

Il futuro per nel dubbio: Stai scrivendo nuovi brani? Cosa dobbiamo aspettarci?

Il futuro è un insieme di eventi a entropia troppo elevata, difficile prevedere cosa ne verrà estratto. Nel campo dei desideri tuttavia vorrei trovare la forza per finire le registrazioni di ‘Ossidrile’, il mio primo album, che conterrà qualcosa come diciotto canzoni. Vorrei continuare a suonare dal vivo, in posti ogni volta diversi e davanti a ogni genere di pubblico. Vorrei continuare a scrivere in ogni direzione. Scrivo spesso, il mio processo creativo è prolifico seppur caotico e privo di struttura, come il resto d’altronde. Cosa potete aspettarvi da me ? Tutto e niente, ovviamente.

 (foto di Roberta Sardi)

 
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