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Scritto da Ornella Benedetti
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Venerdì 03 Luglio 2009 14:48 |
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Raccontaci del tuo progetto: quando, come e da dove è nato piovedistravento? come tante malattie che mi hanno fatto sentire meno solo, piovedistravento viene dallo sporco. è nato fra la polvere sotto il mio letto e si è sviluppato fra le muffe del frigorifero che ventila male. si è subito trovato a suo agio nel mio armadio monotono di camicie nere e scheletri recenti. è ancora un bambino ma cresce in fretta tanto che quando mi possiede fa anche un po' male. si deve sistemare bene sotto la pelle. allora, insieme, diventiamo un essere nuovo, una specie di supereroe al contrario, un essere dotato di superdifetti. e ci viene voglia di raccontarli, questi superdifetti, solo per il gusto di fare sentire superiore chi ci ascolta. |
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Scritto da Ornella Benedetti
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Giovedì 02 Luglio 2009 19:54 |
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Come è nato il progetto solista 33ore? Inizialmente scrivevi in inglese con un altro alter-ego, cosa ti ha fatto cambiare lingua?
In realtà scrivevo in italiano anche durante il primo, acerbo periodo di "A Black Ego", il nome dato inizialmente al progetto solista, e trasformavo i testi in inglese con vocabolario alla mano. Un procedimento francamente complicato che otteneva risultati non spontanei ed effetti linguistici talvolta forzati nonostante l'impegno; c'era poi la questione della pronuncia corretta, che non ho mai imparato, e che il 90% degli italiani che cantano in inglese non riescono a risolvere. Ad un certo punto mi sono detto: affari loro, e ho scelto di recuperare il valore nativo delle mie parole. |
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Scritto da Ornella Benedetti
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Mercoledì 01 Luglio 2009 19:33 |
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La nascita del tuo progetto solista: Chi è nel dubbio? Quando hai iniziato a scrivere canzoni? Quali le tue influenze musicali maggiori? ‘nel dubbio’ è principalmente uno stato d’animo, in seconda battuta uno pseudonimo. Non amo la parola ‘progetto’, sottintende un disegno ordinato, una sequenzialità di intenti che, nel mio caso, è completamente assente. Ho iniziato a scrivere canzoni a quindici anni come reazione allergica al pianoforte classico, prematuramente abbandonato. Ascoltando unicamente musica straniera ho sempre scritto canzoni in inglese, poi l’età adulta mi ha regalato la curiosità verso la lingua madre. Da un anno e mezzo scrivo canzoni in italiano, tuttavia le mie maggiori influenze provengono da grandissimi cantautori americani quali David Bazan, Benjamin Barnett e Alexander Blake Schwarzenbach. |
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Scritto da Ornella Benedetti
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Lunedì 29 Giugno 2009 11:09 |
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Chi è Shiva Bakta? Come è nato il progetto solista? Quando hai iniziato a scrivere canzoni? Quali sono le tue maggiori influenze musicali? Shiva Bakta è uno che s’è messo a scrivere canzonette dopo circa 8 anni di totale inattività musicale. Avevo chiuso definitivamente con la musica nel 1999 dopo che s’era sciolto il mio vecchio gruppo. Ma è come decidere di chiudere con le donne dopo che t’ha lasciato la ragazza. Ci si ricasca prima o poi. Così nell’estate 2007 ho iniziato a scrivere canzonette per la mia amica LE-LI con in mente il progetto di un duo acustico, ma il duo non s’è mai fatto per le evidenti differenze tra le nostre cose. Così m’è rimasto in mano un pugno di canzonette a cui piano piano se ne sono aggiunte altre. Dovessi parlare delle influenze farei sicuramente del casino, posso più che altro parlare di ascolti, e se dico Donovan, Jefferson Airplane, Motorpsycho, Beach Boys e Beatles della fase lisergica, i Pink Floyd con Barrett, e gli Spirit di Randy California direi che ho racchiuso tutto. Tutte cose che quando scrivo, comunque, cerco di evitare accuratamente. Perché bene o male, quanta gente ha già rifatto i Beatles o Syd Barrett? |
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